Santo suggeritore!

Mestiere ingrato quello del suggeritore. Nessuno lo vede, nessuno applaude per lui. E’ più che altro una voce, non ha corpo, è come se non esistesse.

In effetti, da una cinquantina d’anni il suggeritore è praticamente sparito dalle compagnie teatrali. Noi però ne abbiamo uno. Il motivo è intuibile, ma a me piace come lo espone Manlio Santanelli:

«Ma lo sai o no che il suggeritore, a teatro è tutto? O t’avissa credere che è come il sacrestano nella chiesa, che mette a posto le segge e appiccica e stufa le candele?… Pacebbè, il suggeritore, in francese: souffleur, tiene in mano il “libro”! E se non parla lui, gli attori non dicono manco una parola. E il pubblico non sente niente! E i giornali, la mattina appresso, non possono fare la critica dello spettacolo!…Ti rendi conto?…Il suggeritore, col “libro”, in mano, è la Legge! E’ il Verbo! E’ l’apostolo San Marco, pe’ te fa capì a te!»

(Manlio Santanelli, Uscita di emergenza, Firenze, La Casa Usher, 1983, p. 27)

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